Cinque questioni aperte sull'AI
Il futuro arriva sempre prima del previsto
Ogni grande invenzione è sembrata fantascienza, finché non ce la siamo ritrovata in tasca. Con l'intelligenza artificiale sta succedendo di nuovo, a una velocità che non ha precedenti.
Aggiornato a ottobre 2026

Il mio punto di vista
Nel breve periodo sopravvalutiamo quasi sempre una tecnologia, nel lungo la sottovalutiamo. Con l'AI il lungo periodo si è accorciato.
Dodici secondi, sessantasei anni
Il 17 dicembre 1903, a Kitty Hawk, il Flyer dei fratelli Wright restò in aria dodici secondi. Sessantasei anni dopo un uomo camminava sulla Luna. Una sola vita umana separa il primo volo a motore dallo sbarco: chi era bambino quel giorno ha potuto vedere entrambe le cose.
Racconto spesso questa storia perché descrive bene il modo in cui il futuro si presenta. Prima come una curiosità, poi come una notizia, infine come un'abitudine che nessuno nota più.
Perché ce ne accorgiamo tardi
È una regolarità che porta il nome dello studioso americano Roy Amara, e l'intelligenza artificiale ne è l'esempio più chiaro. Nel 1955 i promotori del seminario di Dartmouth, quello che diede il nome alla disciplina, contavano di ottenere progressi significativi nel giro di un'estate. Seguirono decenni di promesse mancate, gli «inverni dell'AI».
Poi dati, potenza di calcolo e algoritmi sono maturati insieme, e tutto ha accelerato. Nel 2016 AlphaGo ha battuto Lee Sedol a go, un traguardo che molti esperti collocavano almeno dieci anni più avanti. Nel novembre 2022 è arrivato ChatGPT: secondo le stime di UBS riprese da Reuters, ha raggiunto 100 milioni di utenti mensili in circa due mesi. A TikTok ne erano serviti nove, a Instagram due anni e mezzo.
Cosa vedo da dentro
Nel mio lavoro osservo la stessa dinamica ogni settimana. Uno strumento che a gennaio sembra un esperimento, a giugno è dentro i processi di un'azienda. Il divario che conta separa chi ha capito la direzione da chi aspetta che la novità si stabilizzi. Di solito, quando si stabilizza, il vantaggio se lo sono già presi altri.
Accorgersi in tempo non significa inseguire ogni annuncio. Significa distinguere il rumore dai segnali: una tecnologia diventa innovazione quando incontra un problema reale e qualcuno che la usa. È la formula su cui ho costruito il mio libro per bambini, e vale per un'azienda quanto per una bambina di tre anni.
…il futuro è ancora aperto, e lo scriveranno persone che oggi hanno tre anni.
Da Un perché alla volta
La domanda da farsi adesso
Quello che l'intelligenza artificiale sa fare oggi cambierà entro pochi mesi, quindi conviene chiedersi altro: che cosa diventa possibile quando ciò che oggi costa fatica costerà quasi nulla? Chi se lo chiede con anticipo ha il tempo di ripensare prodotti, competenze e organizzazione. Chi aspetta può solo adeguarsi.