Due date per la stessa scadenza
Il 7 novembre 2025 il ministero del Commercio cinese e l'amministrazione delle dogane hanno pubblicato un annuncio di una riga, il numero 70: sei provvedimenti sulle esportazioni, firmati un mese prima, restano sospesi «fino al 10 novembre 2026».1 Erano il pacchetto del 9 ottobre 2025. Aggiungeva cinque terre rare alla lista dei materiali controllati, metteva sotto licenza macchinari e tecnologie per lavorarle e, per la prima volta, pretendeva di valere anche fuori dai confini cinesi: un'azienda straniera avrebbe avuto bisogno del permesso di Pechino per esportare un magnete con appena lo 0,1% di terre rare cinesi.2 La sospensione era arrivata dopo l'incontro di fine ottobre 2025 tra Donald Trump e Xi Jinping in Corea del Sud.
Adesso la scadenza ha due date. Il 23 settembre, mentre Xi arrivava a Washington per una visita di Stato, il segretario al Tesoro americano Scott Bessent ha detto a Fox News che la tregua sarebbe stata prorogata fino al 10 gennaio.3 Il 28 settembre il ministero cinese ha scritto che le due parti continueranno a discutere «sulla base» di una proroga al 10 gennaio 2027, e che spera di trovare entro fine anno un accordo per prorogare ancora.4 Al 19 ottobre, però, il testo dell'annuncio n. 70 sul sito del ministero porta ancora la data del 10 novembre.1
Il 15 ottobre il portavoce del ministero, He Yadong, ha detto alla CNBC che la Cina continuerà ad approvare le licenze per l'Europa, qualunque cosa succeda nella trattativa con gli Stati Uniti. Una settimana prima il commissario europeo Maroš Šefčovič aveva incontrato a Pechino il ministro Wang Wentao.5
Per chi produce in Europa, quindi, il 10 novembre conta meno di quanto sembri. La parte della stretta che ha già fermato delle linee di produzione non è mai stata sospesa. Dal 4 aprile 2025 sette terre rare medie e pesanti (samario, gadolinio, terbio, disprosio, lutezio, scandio e ittrio), insieme ai magneti al neodimio che contengono terbio o disprosio, escono dalla Cina solo con una licenza, una spedizione alla volta.6
Il magnete che non vediamo
Le terre rare sono 17 elementi: i 15 lantanidi più lo scandio e l'ittrio.7 Quattro contano più delle altre, perché finiscono nei magneti permanenti al neodimio-ferro-boro. Neodimio e praseodimio danno la forza al magnete, disprosio e terbio gli permettono di non perderla quando il motore si scalda.7
Sono i magneti più potenti che l'industria sa produrre in serie, e li abbiamo intorno a noi senza vederli. In un'auto elettrica stanno soprattutto nel motore: un'analisi su una ventina di modelli ha trovato in media 1,5 chili di magneti per veicolo, con un massimo di 4 e alcuni modelli che ne fanno a meno.8 Nel telefono sono minuscoli. Apple scrive che i magneti sono di gran lunga il primo uso di terre rare nei suoi prodotti e cita come esempio il Taptic Engine, il motorino che fa vibrare l'iPhone.9 Poi ci sono le turbine eoliche, i motori industriali, i data center, i sistemi di difesa.
Quello che rende le terre rare un'arma è la sproporzione tra quanto valgono e quanto servono. Secondo l'Agenzia internazionale dell'energia, le terre rare valgono circa il 40% del prezzo di un magnete, il 5% di un motore elettrico, meno dell'1% di un'auto elettrica e meno dello 0,1% di un'auto a benzina.10 Roberto Vavassori, presidente dell'ANFIA, l'associazione italiana della filiera auto, lo ha detto in un altro modo nell'ottobre 2025: un'industria che nel mondo vale meno di 5 miliardi di dollari può rallentare tutta l'industria dell'auto.11
Aprile 2025, la prova generale
I controlli di aprile sono entrati in vigore il giorno stesso dell'annuncio, e in poche settimane le scorte dei fornitori si sono assottigliate. Il 4 giugno 2025 la CLEPA, l'associazione europea dei fornitori dell'auto, ha comunicato che diverse linee di produzione si erano fermate per mancanza di terre rare. Delle centinaia di richieste di licenza presentate da inizio aprile, solo un quarto era stato approvato, e altre fabbriche rischiavano di fermarsi nel giro di tre o quattro settimane.12 A ottobre Vavassori ha avvertito che il cuscinetto di scorte con cui le aziende avevano superato le strette precedenti non c'era più.11
Il conto si vede anche nei prezzi. L'IEA rileva che in Europa il disprosio e il terbio costano circa cinque volte quanto costano sul mercato interno cinese, e attribuisce la differenza ai controlli.10 E calcola che cosa succederebbe se il pacchetto di ottobre 2025 tornasse in vigore per intero: fuori dalla Cina sarebbe a rischio una produzione da 6.500 miliardi di dollari l'anno, circa il 7% del PIL dei Paesi coinvolti, con oltre 1.500 miliardi a testa per Stati Uniti ed Europa.10
Il petrolio di Deng
«Il Medio Oriente ha il petrolio, la Cina ha le terre rare.» Deng Xiaoping lo disse nel gennaio 1992, durante il giro nelle province del Sud con cui rilanciò le riforme economiche, e oggi la frase è incisa in calligrafia in un parco industriale di Baotou, in Mongolia Interna.13 In Occidente viene citata come la prova di un piano lungo trent'anni. La geografa Julie Klinger, che ha studiato i giornali e i documenti cinesi di quegli anni, considera questa lettura antistorica: nel 1992 il Medio Oriente evocava la guerra del Golfo appena finita, e la frase è arrivata sui giornali occidentali solo nel 2009.13
Penso che abbia ragione, e che la storia vera sia meno romanzesca e più scomoda. Nel 2005 la Cina produceva circa metà dei magneti sinterizzati del mondo, nel 2024 il 94%.7 In quei vent'anni Europa, Stati Uniti e Giappone hanno lasciato andare un'attività sporca e poco redditizia, perché comprare era più comodo che produrre.
Ogni innovazione ha un prezzo nascosto.
Terza legge dell'innovazione, da Un perché alla volta
C'è anche un precedente che insegna qualcosa. Quando la Cina limitò le esportazioni con quote e dazi, Stati Uniti, Unione europea e Giappone fecero ricorso all'Organizzazione mondiale del commercio e vinsero: le decisioni furono adottate nell'agosto 2014 e nel maggio 2015 Pechino comunicò di aver tolto quote e dazi.14 La causa fu vinta, ma le raffinerie restarono in Cina. Dieci anni dopo lo strumento è cambiato, una licenza al posto di una quota, e la dipendenza è la stessa.
Dalla frase di Deng alla scadenza
- Gen 1992Deng Xiaoping paragona le terre rare al petrolio del Medio Oriente
- Ago 2014L'OMC dà torto alla Cina su quote e dazi all'esportazione
- Apr 2025Licenze obbligatorie per sette terre rare medie e pesanti
- Giu 2025I fornitori europei dell'auto fermano le prime linee
- Ott 2025Il secondo pacchetto, con la regola dello 0,1%
- Nov 2025Il secondo pacchetto viene sospeso fino al 10 novembre 2026
- Set 2026Washington e Pechino parlano di proroga al 10 gennaio 2027
Stati Uniti, Europa e Italia
Gli Stati Uniti hanno scelto di mettere soldi pubblici sul prezzo. Il 10 luglio 2025 il Pentagono ha comprato azioni privilegiate di MP Materials per 400 milioni di dollari, ha garantito per dieci anni un prezzo minimo di 110 dollari al chilo per i prodotti di neodimio e praseodimio e si è impegnato a far acquistare tutti i magneti della nuova fabbrica, che dovrebbe entrare in funzione nel 2028 e portare la capacità americana dell'azienda a circa 10.000 tonnellate.15 A febbraio 2026 è arrivato Project Vault, una riserva strategica di minerali critici sostenuta da un massimo di 12 miliardi di dollari, con le terre rare tra le priorità.10
L'Europa ha scelto gli obiettivi. Il Critical Raw Materials Act, in vigore dal 23 maggio 2024, chiede che entro il 2030 l'Unione estragga il 10%, lavori il 40% e ricicli il 25% del proprio consumo annuo di materie prime strategiche, e che per nessuna dipenda da un solo Paese terzo per più del 65%.16 Si parte da lontano: l'Unione compra in Cina tutte le terre rare pesanti, l'85% di quelle leggere e il 98% dei magneti.2 Il 9 ottobre la Commissione ha scelto 46 nuovi progetti strategici, quattro dei quali sulle terre rare per magneti, e scrive che insieme a quelli del 2025 potrebbero coprire per intero gli obiettivi di estrazione, lavorazione e riciclo delle terre rare.17
Il passaggio che manca è l'ultimo. Gli obiettivi europei misurano estrazione, lavorazione e riciclo della materia prima, non la produzione dei magneti, e l'IEA mostra che il collo di bottiglia è proprio lì. Oggi, fuori dalla Cina, si produce circa il 15% dei magneti che servono al resto del mondo, e anche contando la nuova capacità attesa, nel 2035 ne mancherebbe ancora oltre l'80%.10
Quanta parte del fabbisogno coprono oggi i produttori non cinesi
L'Italia si muove con il decreto-legge 84 del 2024 sulle materie prime critiche. Il programma nazionale di esplorazione dell'ISPRA indica aree da studiare per le terre rare soprattutto in Sardegna, nel Sud dell'isola e nel distretto di Funtana Raminosa, e poi nelle Alpi meridionali, nel Lazio e in Campania.18 Per ora si tratta di esplorazione, e ci vorranno anni per sapere se qualcosa vale la pena di essere estratto. Il progetto più concreto riguarda il riciclo. A Ceccano, in provincia di Frosinone, Itelyum guida INSPIREE, uno dei 47 progetti strategici europei del 2025, che recupera neodimio, praseodimio e disprosio dai magneti usati. La fase pilota ha trattato circa 20 tonnellate di magneti l'anno e la Commissione stima per l'impianto una capacità di 170 tonnellate di terre rare l'anno.19
Che cosa ne penso
Questa dipendenza non si risolve con un decreto, e nemmeno con la data di un vertice. Nel caso migliore, la tregua sposta la scadenza di due mesi. Una raffineria o una fabbrica di magneti richiedono anni: l'accordo americano firmato nel 2025 darà magneti dal 2028. È lo stesso schema della dipendenza tecnologica di cui ho scritto per il cloud e l'intelligenza artificiale, con una differenza pesante: un fornitore di software si può cambiare in qualche mese, una catena chimica e metallurgica no.
Due cose mi sembrano chiare. La prima è che l'Europa dovrebbe darsi un obiettivo esplicito sui magneti, perché è lì che la distanza dalla Cina è maggiore, e i progetti su miniere e ossidi servono a poco se poi gli ossidi vanno in Asia per diventare magneti. La seconda è che pagare di più per comprare altrove costa meno di quanto si pensi. L'IEA calcola che triplicare il prezzo delle terre rare farebbe salire il costo di un'auto dello 0,1%, e lo chiama un premio di sicurezza, una forma di assicurazione.10 Le aziende che scelgono il fornitore di magneti solo in base al prezzo rinunciano a quell'assicurazione.
Che cosa possono fare le aziende
Secondo una stima della Banca centrale europea, oltre l'80% delle grandi imprese europee è a non più di tre passaggi da un produttore cinese di terre rare, e in generale le aziende non avevano fatto scorte.2 Ecco da dove comincerei.
- InventarioSapere dove sono i magnetiElencare i componenti con magneti al neodimio, risalire ai fornitori dei fornitori e capire quali parti vengono dalle sette terre rare soggette a licenza.
- ScorteComprare tempoL'IEA stima che fare scorte di 11 materiali a rischio costerebbe a tutti i Paesi fuori dalla Cina meno di 900 milioni di dollari l'anno, poco rispetto ai danni di un blocco.
- ProgettoRendere i magneti recuperabiliOggi il riciclo vive quasi solo degli scarti di produzione. Un magnete incollato dentro un componente è difficile da estrarre: progettare per lo smontaggio e indicare dove sono i magneti lo rende possibile. Apple è arrivata al 99% di terre rare riciclate nei magneti.
- AlternativeProvare motori senza terre rareEsistono motori senza magneti permanenti e magneti senza terre rare, come quelli al nitruro di ferro di Niron, la cui fabbrica in Minnesota parte nel 2027 e a regime ne potrà produrre fino a 1.500 tonnellate l'anno.
Secondo l'IEA il riciclo oggi recupera poco dai prodotti a fine vita, ma le prime auto elettriche e le prime turbine eoliche dismesse porteranno quantità crescenti di magneti da recuperare.10 Apple dimostra che il riciclo funziona quando chi progetta controlla anche il prodotto.9 Niron, che a settembre ha alzato le prime travi d'acciaio della fabbrica di Sartell e ha tra i suoi investitori Honda, mostra che le alternative esistono, ma su scala ancora piccola.20
Il segnale da guardare nelle prossime due settimane è uno solo: un nuovo annuncio del ministero del Commercio cinese che sostituisca la data dell'annuncio n. 70. Se arriva, la scadenza diventa il 10 gennaio 2027. Se non arriva, dall'11 novembre il pacchetto di ottobre 2025, compresa la regola dello 0,1%, tornerebbe formalmente in vigore. In entrambi i casi le licenze di aprile 2025 restano dove sono.