Una storia antica quanto la scrittura
Nei miti di molti popoli il fuoco è custodito da qualcuno di potente e geloso, che non vuole dividerlo. Per secoli saper scrivere è stato il privilegio di pochi scribi, finché l'alfabeto non l'ha reso accessibile a molte più persone. La storia dell'innovazione è anche la storia di chi ne controlla l'accesso.
Con l'intelligenza artificiale la questione si ripresenta su scala globale. Tre aziende, Amazon, Microsoft e Google, gestiscono quasi due terzi dell'infrastruttura cloud del pianeta.1 I chip più avanzati escono da una filiera concentrata in pochi paesi asiatici, i modelli più potenti da un numero ristretto di laboratori. Non è un complotto: è il modo in cui funzionano i mercati che richiedono investimenti enormi. Ma ha conseguenze per chiunque costruisca qualcosa sopra queste fondamenta.
Come si riconosce la dipendenza
Nelle aziende vedo spesso lo stesso percorso. Si sceglie uno strumento perché è il più comodo, poi dati, processi e competenze si modellano su di esso. Dopo qualche anno cambiare costa così tanto che nessuno ci prova più, e a ogni scadenza si rinnova senza discutere. Bastano quattro domande per capire a che punto si è:
- I dati si possono esportare in un formato che altri sistemi leggono?
- Che cosa succede se il fornitore cambia prezzi, condizioni o modello?
- Il lavoro fatto finora sopravvivrebbe a un cambio di piattaforma?
- Dentro l'organizzazione, qualcuno sa come funziona davvero?
Perché con l'AI il rischio cresce
Con il software tradizionale la dipendenza riguardava soprattutto i dati e i processi. Con l'intelligenza artificiale si aggiunge un livello: il comportamento. Le istruzioni, gli esempi e i controlli che un'azienda scrive per un modello sono tarati su quel modello. Quando il fornitore lo aggiorna o lo ritira, le risposte cambiano, a volte in modo sottile, e qualcosa che funzionava smette di funzionare.
C'è poi la conoscenza che passa attraverso questi sistemi. Se ogni documento, ogni riunione e ogni decisione vengono riassunti e archiviati da un unico fornitore, la memoria dell'organizzazione vive a casa d'altri. Non è un motivo per rinunciare. È un motivo per decidere con chiarezza che cosa resta sotto il proprio controllo.
A volte il modo migliore per far diventare un'invenzione una vera innovazione non è possederla, ma regalarla.
Da Un perché alla volta
Un piano di uscita, prima di entrare
La dipendenza non è un destino. Si evita progettando fin dall'inizio la possibilità di uscire. In pratica:
- Scrivere nel contratto come si recuperano i dati, in quale formato e in quanto tempo.
- Tenere un'alternativa provata per i servizi critici, anche se si usa ogni giorno un solo fornitore.
- Separare la conoscenza dal modello. Istruzioni, esempi e test di qualità devono poter passare da un sistema all'altro.
- Valutare i modelli aperti. Esistono modelli con pesi aperti, che si possono scaricare e far girare sui propri server: non sono sempre i più potenti, ma per molti compiti bastano e permettono di tenere i dati in casa.
- Investire in competenze interne, perché la dipendenza più profonda è non sapere come funziona ciò che si usa.
Anche le regole aiutano. Con il Data Act l'Europa obbliga i fornitori cloud a facilitare il passaggio a un concorrente e, dal gennaio 2027, a non farlo più pagare.2
Le chiavi si possono tenere
La storia offre precedenti incoraggianti. Nel 1993 il CERN mise il software del web a disposizione di tutti, senza diritti da pagare, ed è anche per questo che il web è diventato di tutti.3 La cintura di sicurezza a tre punti e il vaccino contro la polio hanno seguito strade simili: chi li aveva inventati ha scelto di non tenerli chiusi.
Non tutte le tecnologie diventeranno beni comuni, e non è necessario. Basta che chi le usa conservi la possibilità di scegliere. Una tecnologia diventa davvero nostra quando possiamo capirla, cambiarla e, se serve, lasciarla.