Sabato 24 ottobre, in 57 posti
Domenica 25 agosto 1991, tre minuti a mezzanotte, ora di Helsinki. Linus Torvalds, 21 anni, studente all'università della città, manda un messaggio al gruppo di discussione comp.os.minix con un oggetto modesto: «What would you like to see most in minix?». Racconta che sta scrivendo un sistema operativo per i PC con processore 386, che ci lavora da aprile e che è riuscito a farci girare la shell bash e il compilatore gcc. Chiede consigli, senza promettere niente.1
Ciao a tutti quelli che usano Minix. Sto facendo un sistema operativo (libero), solo un hobby, non sarà grande e professionale come GNU, per i cloni AT 386 e 486.
Linus Torvalds, comp.os.minix, 25 agosto 1991 (traduzione mia)
Trentacinque anni dopo quell'hobby è dentro i telefoni Android, nei server che reggono gran parte del web, in tutti i 500 supercomputer più potenti del mondo, nei televisori, nelle automobili, e ha volato su Marte. Sabato 24 ottobre 2026 l'Italia lo festeggia con il Linux Day, la giornata nazionale del software libero: è la ventiseiesima edizione, in 57 luoghi, dal Politecnico di Milano a Sulmona, con ingresso gratuito quasi ovunque.2 La coordina l'Italian Linux Society; la preparano i volontari dei LUG, i Linux User Group, con talk, laboratori e banchetti dove si installa Linux sul computer di chi passa.
Questo speciale racconta che cos'è Linux a chi non ne ha mai sentito parlare, con qualche dettaglio in più per chi ci lavora: da dove viene, dove si trova, chi lo scrive, che cosa ne fanno le amministrazioni pubbliche, che cosa succede a un Linux Day. Alla fine dico come la penso e come si può cominciare.
Che cos'è Linux, spiegato dall'inizio
Un computer, da solo, è un insieme di circuiti. Il sistema operativo è il programma che lo fa funzionare: decide quale applicazione usa il processore e per quanto tempo, gestisce la memoria, parla con il disco, la tastiera, lo schermo e la rete. Windows, macOS, Android e iOS sono sistemi operativi.
La parte centrale di un sistema operativo si chiama kernel, cioè nucleo. Linux, in senso stretto, è proprio questo. Per usarlo servono molti altri programmi intorno: l'interfaccia grafica, il terminale in cui si scrivono i comandi, il browser, gli strumenti per installare le applicazioni. Chi mette insieme il kernel e tutto il resto, lo prova e lo distribuisce crea una distribuzione: Debian, Ubuntu, Fedora e Linux Mint sono distribuzioni. Anche Android usa il kernel Linux, con sopra un sistema molto diverso.
Linux è software libero. Per la Free Software Foundation un programma è libero se garantisce quattro libertà: usarlo per qualunque scopo, studiare come funziona e modificarlo, ridistribuirne copie, distribuire le proprie versioni modificate. Per studiarlo serve il codice sorgente, cioè il programma scritto nella forma in cui lo leggono le persone. Libero non vuol dire gratuito, e la Free Software Foundation lo spiega così: bisogna pensare a «free» come in «free speech», libertà di parola, non come in «free beer», birra gratis.3
La licenza di Linux, la GPL, trasforma queste libertà in un contratto. Chi riceve un programma sotto GPL può usarlo, studiarlo e cambiarlo come vuole, ma se distribuisce una versione modificata deve farlo con la stessa licenza e insieme al codice. Si chiama copyleft: il diritto d'autore usato per tenere aperto il codice invece che per chiuderlo. Nel febbraio 1998 un gruppo riunito a Palo Alto scelse un'etichetta pensata per le aziende, «open source», proposta da Christine Peterson.4 Le due espressioni indicano quasi sempre gli stessi programmi; il software libero mette al centro la libertà delle persone, l'open source i vantaggi di un metodo di sviluppo aperto.
Prima di Linux: Unix, BSD, GNU e Minix
La storia comincia nel 1969 ai Bell Labs, il centro di ricerca della compagnia telefonica americana AT&T. Ken Thompson trovò un minicomputer PDP-7 poco usato e, con Dennis Ritchie, ci scrisse un sistema operativo piccolo ed elegante: Unix. Dal 1971 Ritchie lavorò a un nuovo linguaggio, il C, e nel 1973 il kernel di Unix fu riscritto in C. Fu la svolta: un sistema scritto in un linguaggio di alto livello si poteva portare da un computer all'altro.5
Unix arrivò presto nelle università, insieme al suo codice sorgente. A Berkeley, in California, un gruppo di studenti guidato da Bill Joy cominciò a migliorarlo, e nel marzo 1978 uscì la prima Berkeley Software Distribution, BSD.6 Dalla famiglia BSD discendono FreeBSD e anche il cuore di macOS.

Negli anni Ottanta Unix era ormai soprattutto un prodotto commerciale, con licenze a pagamento. Il 27 settembre 1983 Richard Stallman, programmatore al MIT, rispose con un annuncio.
Da questo Thanksgiving comincerò a scrivere un sistema software completo compatibile con Unix, chiamato GNU (Gnu's Not Unix), e lo darò via gratis a chiunque possa usarlo.
Richard Stallman, annuncio del progetto GNU, 27 settembre 1983 (traduzione mia)
Il lavoro cominciò nel gennaio 1984.3 Negli anni seguenti GNU produsse compilatori, editor, librerie e strumenti da riga di comando, e nel febbraio 1989 la prima versione della GPL.7 Mancava il kernel, che non era pronto.

Nel 1987 Andrew Tanenbaum, professore ad Amsterdam, pubblicò Minix, un piccolo sistema simile a Unix pensato per insegnare come funziona un sistema operativo, distribuito insieme al suo libro di testo.8 Studenti di tutto il mondo lo usavano per imparare. Uno di loro era a Helsinki.
Da un hobby al mondo: le tappe di Linux
La prima versione, la 0.01, fu pubblicata il 17 settembre 1991.8 Il 5 ottobre Torvalds pubblicò i sorgenti della versione 0.02, precisando che non contenevano codice di Minix.1 Il 29 gennaio 1992 Tanenbaum scrisse su comp.os.minix un messaggio intitolato «LINUX is obsolete»: un kernel monolitico, tutto in un solo blocco, era secondo lui «un passo da gigante indietro, negli anni Settanta». Torvalds rispose lo stesso giorno, senza diplomazia: fare il professore e il ricercatore era «una scusa dannatamente buona» per certi difetti di Minix, e Linux lo batteva ancora «in quasi tutto».9 La discussione andò avanti per settimane, ma intanto Linux cresceva con il contributo di altri programmatori. E aveva cambiato licenza: nelle note della versione 0.12 scrisse che dal 1° febbraio 1992 sarebbe valsa la GPL, perché alcune persone gliel'avevano chiesto. La versione 1.0 arrivò nel marzo 1994.10
Servivano distribuzioni per installarlo senza costruirsi tutto da soli. Il 17 luglio 1993 Patrick Volkerding annunciò Slackware, la più antica ancora mantenuta.11 Ad agosto Ian Murdock, studente alla Purdue University, avviò Debian, costruita da una comunità di volontari.12 In Italia il primo gruppo di utenti, il Pluto, era nato a Padova nel 1992 da studenti e docenti di informatica, e nel 1994 nacque l'Italian Linux Society.13 Si facevano incontri e install party locali, e nacquero riviste dedicate come Linux&C.

Nel febbraio 1995 un gruppo di amministratori di siti cominciò a raccogliere le proprie correzioni a un server web che nessuno aggiornava più: nacque Apache.14 Con Linux e Apache, entrambi liberi, chiunque poteva mettere in piedi un sito senza pagare licenze. Nella seconda metà degli anni Novanta Linux trovò anche un'economia. Red Hat, nata nel 1993, costruì un'azienda su un sistema che chiunque poteva copiare, e l'11 agosto 1999 si quotò a Wall Street: le azioni chiusero il primo giorno a 52 dollari, uno dei maggiori rialzi d'esordio della storia della borsa americana fino ad allora.15 Arrivarono anche le scrivanie grafiche: il 14 ottobre 1996 Matthias Ettrich annunciò KDE, e il 15 agosto 1997 Miguel de Icaza e Federico Mena avviarono GNOME, anche perché la libreria su cui si basava KDE non aveva ancora una licenza libera.16 Nel 1996 Larry Ewing disegnò con GIMP, un programma di grafica libero, il pinguino Tux.17
Le grandi aziende si divisero. Nel dicembre 2000 il presidente di IBM, Lou Gerstner, annunciò quasi un miliardo di dollari di investimenti su Linux per il 2001.18 Sei mesi dopo l'amministratore delegato di Microsoft, Steve Ballmer, disse al Chicago Sun-Times che «Linux è un cancro che si attacca, in senso di proprietà intellettuale, a tutto ciò che tocca»: ce l'aveva con la GPL, che obbliga a tenere libero il codice derivato.19
Il resto è la storia di un'infrastruttura. Nel 2005, quando lo strumento proprietario con cui si gestiva il codice del kernel smise di essere gratuito, Torvalds e la comunità del kernel ne scrissero uno proprio, Git, oggi usato per gestire il codice di moltissimi progetti.20 Nel gennaio 2007 nacque la Linux Foundation, dalla fusione di due consorzi del settore, Open Source Development Labs e Free Standards Group.8 Nell'ottobre 2008 uscì il primo telefono Android, l'HTC Dream.21 Il 29 febbraio 2012 arrivò il Raspberry Pi, un computer grande come una carta di credito nato per insegnare l'informatica ai ragazzi: a marzo 2026 ne erano stati venduti oltre 75 milioni.22 Il 20 ottobre 2014 il nuovo capo di Microsoft, Satya Nadella, parlò davanti a una slide con la parola Microsoft, un cuore e la parola Linux, e nel 2016 Windows cominciò a far girare programmi Linux con il Windows Subsystem for Linux.23 Nel febbraio 2022 Valve mise in vendita lo Steam Deck, una console portatile con SteamOS, basato su Arch Linux.24

Linux non è nato dal nulla. Ha preso le idee di Unix, il modello di Minix, gli strumenti e la licenza di GNU, e li ha fatti funzionare su un computer che chiunque poteva comprare, con un metodo nuovo: codice pubblicato presto e spesso, correzioni proposte da chiunque via email, migliaia di persone che non si erano mai incontrate al lavoro sullo stesso programma.
Non si inventa dal nulla: si addomestica ciò che esiste.
Seconda legge dell'innovazione, da Un perché alla volta
Da Unix al Linux Day 2026
- 1969Ken Thompson e Dennis Ritchie creano Unix ai Bell Labs
- Mar 1978Esce la prima Berkeley Software Distribution
- Set 1983Richard Stallman annuncia il progetto GNU
- 1987Andrew Tanenbaum pubblica Minix
- Feb 1989Prima versione della licenza GPL
- Ago 1991Torvalds annuncia il suo sistema, «solo un hobby»
- Gen 1992Tanenbaum: «LINUX is obsolete»
- Feb 1992Linux passa alla GPL
- Lug 1993Esce Slackware; ad agosto nasce Debian
- 1994Linux 1.0; in Italia nasce la Italian Linux Society
- Ott 1996Nasce KDE; nello stesso anno arriva Tux
- Ago 1999Red Hat si quota a Wall Street
- Giu 2001Steve Ballmer: Linux è «un cancro»
- Dic 2001Primo Linux Day in Italia
- 2005Torvalds scrive Git
- Ott 2008Esce il primo telefono Android
- Feb 2012Arriva il Raspberry Pi
- Ott 2014Satya Nadella: Microsoft ama Linux
- Nov 2017Linux su tutti i 500 supercomputer della TOP500
- Apr 2021L'elicottero Ingenuity vola su Marte con Linux
- Feb 2022Esce lo Steam Deck
- Ott 2026Linux 7.3 e il 26° Linux Day
Dove gira Linux oggi
Chi non ha mai installato Linux lo usa comunque ogni giorno. Secondo StatCounter, a settembre 2026 Android era sul 69,3% degli smartphone nel mondo e sul 63,4% in Italia; contando insieme telefoni, tablet e computer è il sistema operativo più usato, con il 42,7% contro il 29% di Windows.25 Già nel maggio 2021 Google contava oltre 3 miliardi di dispositivi Android attivi.26 Per W3Techs, al 23 ottobre 2026 il 63,2% dei siti web di cui si conosce il sistema operativo gira su Linux, contro l'8% di Windows.27
Nei supercomputer la partita è chiusa. Nella lista TOP500 del novembre 1998 un solo sistema usava Linux, nel novembre 2007 erano 427, dal novembre 2017 sono tutti e 500. Così anche a giugno 2026, con il cinese LineShine al primo posto e i due supercomputer dell'Eni al sesto e all'ottavo.28
Supercomputer della lista TOP500 che usano Linux, su 500

Linux è anche dentro moltissimi oggetti, perché non costa licenze, si adatta a processori piccoli e grandi e si può modificare senza chiedere il permesso a nessuno: router di casa, Chromebook, televisori LG con webOS. Nelle auto c'è Automotive Grade Linux, un progetto della Linux Foundation con più di 100 aziende; la Toyota Camry del 2018 fu la prima Toyota con il sistema di bordo basato su AGL.29
E nello spazio. Nel 2013 i portatili della Stazione spaziale internazionale passarono da Windows XP a Debian. Keith Chuvala, che guidava il gruppo responsabile, spiegò che cercavano un sistema che desse loro «il controllo interno», da correggere e adattare da soli.30

Nel 2021 Ingenuity, il piccolo elicottero arrivato su Marte con il rover Perseverance, volava con Linux su un processore Snapdragon 801, lo stesso di molti telefoni di qualche anno prima. Il 19 aprile 2021 fece il primo volo controllato su un altro pianeta; alla fine i voli furono 72.31

Sui computer di casa e dell'ufficio i numeri sono piccoli ma crescono. StatCounter, che misura le pagine web visitate, dava Linux all'1,6% dei computer fissi e portatili nel mondo nel settembre 2016 e al 4,5% nel settembre 2026, più il 2,3% di ChromeOS; in Italia è passato dal 2,3% al 4,2%.25 Nel sondaggio di Steam di settembre 2026 Linux è al 3,05%, una quota che quest'anno è cambiata molto da un mese all'altro.32
Quanto è diffuso Linux, per tipo di dispositivo
Chi scrive il kernel, oggi
Il 18 ottobre 2026 Torvalds ha pubblicato Linux 7.3, dopo nove settimane di sviluppo: 18.765 modifiche firmate da 3.021 sviluppatori, 807 dei quali al primo contributo. Per LWN, la rivista che da anni tiene le statistiche del kernel, il ciclo ha battuto quasi tutti i record.33 Una nuova versione esce ogni due mesi circa.
Chi scrive il codice è in gran parte pagato dalle aziende che usano Linux. Per la versione 7.2, uscita il 17 agosto, LWN ha identificato 249 datori di lavoro: in testa Intel con il 9,2% delle modifiche, Google con il 7,3%, Red Hat con il 5,3% e AMD con il 5%, mentre il 4,5% veniva da chi contribuisce per conto proprio.33 Aziende concorrenti lavorano allo stesso codice perché a ognuna conviene condividere la base comune invece di rifarsela da sola.
Dal dicembre 2025 Rust, un linguaggio che evita intere famiglie di errori di memoria tipici del C, non è più un esperimento nel kernel: Miguel Ojeda, che guida il progetto, ha scritto che «Rust è qui per restare».34 Poi c'è l'intelligenza artificiale. Nella versione 7.2 le modifiche dichiarate come scritte con un assistente AI erano 1.111, meno del 7%, contro le 301 della versione prima, e per LWN quelle reali sono molte di più.33 Che cosa significa per chi deve controllare tutto questo codice l'ho raccontato in Se l'AI scrive il codice, chi lo controlla?
Resta il tema delle persone. Il kernel è diviso tra più di cento maintainer, i responsabili delle singole parti, e molti ci lavorano da decenni. «È assolutamente vero che i maintainer del kernel stanno invecchiando», ha detto Torvalds nel 2024. A gennaio 2026 il progetto ha messo per iscritto che cosa succede se chi gestisce il repository principale non può più farlo: entro 72 ore si apre una discussione con i partecipanti all'ultimo Maintainers Summit.35
Europa e Italia: scegliere i propri strumenti
Per una pubblica amministrazione il software libero significa libertà di scelta: leggere il codice che tratta i dati dei cittadini, cambiare fornitore senza ricominciare da zero, riusare un programma già pagato da un altro ente. In Europa questa idea ha anche un nome politico, sovranità digitale.
Lo Schleswig-Holstein, il Land tedesco di Kiel, ha deciso nell'aprile 2024 di portare su software libero gli strumenti dei circa 30.000 dipendenti della sua amministrazione, da LibreOffice fino a Linux. «Garantire la sovranità digitale è importante almeno quanto la sovranità energetica», disse il ministro per il digitale Dirk Schrödter. Il 19 settembre 2026 il Land ha annunciato che la Cancelleria di Stato lavora con Linux: oltre 200 persone, con una ventina di postazioni ancora su Windows per programmi specialistici.36
In Francia la Gendarmeria usa da anni una sua versione di Ubuntu: nel 2018 aveva 73.351 postazioni con Linux e 8.180 con Windows.37 L'8 aprile 2026 la DINUM, la direzione interministeriale per il digitale, ha annunciato che passa a postazioni Linux e ha chiesto a ogni ministero un piano per ridurre le dipendenze da fornitori extraeuropei entro l'autunno 2026.38 Lione ha avviato nel giugno 2025 la sostituzione dei programmi Microsoft con OnlyOffice e Linux.39 In Danimarca il ministero della Digitalizzazione è passato a LibreOffice; il passaggio a Linux, riportato all'inizio dai giornali, è stato smentito.40
Non sempre è andata bene. Monaco di Baviera aveva portato su LiMux, un Linux preparato dal Comune, circa 18.500 postazioni; nel novembre 2017 il consiglio comunale decise di tornare a Windows, con una spesa stimata in 86,1 milioni di euro in sei anni.41 La lezione che ne traggo è che una migrazione regge se ha dietro una scelta politica stabile, formazione e programmi compatibili. Nel 2020 la nuova maggioranza cittadina ha comunque adottato il principio «denaro pubblico, codice pubblico».41
In Italia la regola c'è da anni. L'articolo 68 del Codice dell'amministrazione digitale chiede alle amministrazioni, prima di acquistare un programma, di confrontare le soluzioni disponibili, software libero compreso; quello proprietario si può scegliere solo se il confronto dimostra «motivatamente l'impossibilità» di usare un programma già disponibile nella PA o una soluzione libera adatta. L'articolo 69 obbliga gli enti che hanno fatto sviluppare un programma a pubblicarne il codice con una licenza aperta, perché altri lo possano riusare.42 Al 22 luglio 2026 il catalogo di Developers Italia conta oltre 500 programmi e oltre 8.500 amministrazioni che riusano software.43
Dal 2005 le scuole in lingua italiana dell'Alto Adige usano FUSS, una distribuzione basata su Debian: 4.500 PC e 64 server in circa 80 scuole, 1.900 docenti e 16.000 studenti, che a casa possono avere gratis gli stessi programmi. Dal 2020 il progetto SchoolSwap ha dato un PC rigenerato con FUSS a più di 850 studenti.44 Nel 2015 il ministero della Difesa ha avviato il passaggio a LibreOffice di oltre 100.000 postazioni, con un risparmio stimato tra 26 e 29 milioni di euro.45 Di dipendenza dalle piattaforme ho scritto in Chi tiene in mano le chiavi?: il software libero è uno dei modi più concreti per averne una copia.
Amministrazioni pubbliche e software libero, alcuni casi
| Chi | Dal | Che cosa | A che punto è |
|---|---|---|---|
| Gendarmeria francese | 2008 | Ubuntu sulle postazioni | 73.351 PC con Linux nel 2018 |
| Scuole italiane dell'Alto Adige | 2005 | FUSS, basata su Debian | 4.500 PC in circa 80 scuole |
| Comune di Monaco di Baviera | 2006 | LiMux | Ritorno a Windows deciso nel 2017 |
| Ministero della Difesa | 2015 | LibreOffice | Obiettivo oltre 100.000 postazioni |
| Schleswig-Holstein | 2024 | LibreOffice, poi Linux | Cancelleria di Stato su Linux da settembre 2026 |
| Città di Lione | 2025 | OnlyOffice e Linux | Sostituzione graduale |
| Ministero danese della Digitalizzazione | 2025 | LibreOffice | Il passaggio a Linux è stato smentito |
| DINUM, Francia | 2026 | Postazioni Linux | Piani dei ministeri entro l'autunno 2026 |
Il Linux Day, dal 2001 a oggi
Prima del 2001 c'erano stati molti incontri e install party, quasi sempre locali. Il primo Linux Day nazionale, il 1° dicembre 2001, mise insieme una quarantina di gruppi: seminari, dimostrazioni e, in alcune città, la possibilità di portare il proprio computer e farsi installare Linux gratis dai volontari.46 Allora voleva dire dividere il disco a mano e cercare i driver per la scheda video o di rete, e avere accanto qualcuno che l'aveva già fatto cambiava tutto.
Dal 2006 il Linux Day si tiene di sabato, a fine ottobre. È cresciuto in fretta: 118 città nel 2007, 135 nel 2010, il massimo. Poi i numeri sono scesi fino ai 58 eventi del 2019; nel 2020 la pandemia lo ha portato solo online e nel 2021 i luoghi in presenza erano 20. Da allora si è ripreso: 52 luoghi nel 2024, 51 nel 2025, 57 quest'anno.46
Linux Day: città o luoghi per edizione
Penso che una parte del calo si spieghi con un fatto positivo: installare Linux oggi è molto più semplice, e l'aiuto si trova in rete in pochi minuti. Il Linux Day ha cambiato natura. Le linee guida chiedono ingresso gratuito e nessuna promozione di programmi proprietari, e suggeriscono talk, banchetti, postazioni dove provare Linux e assistenza per installarlo da chiavette USB; invitano anche a fondare un LUG stabile dove non c'è.47
Il programma di quest'anno lo mostra bene. Al Politecnico di Milano si va dalle 9 alle 19 con talk e dibattiti; a Roma, a Tor Vergata, la giornata è dedicata alla robotica; a Sulmona, accanto all'install party, si parla di come far girare l'intelligenza artificiale sul proprio computer, di agenti AI e di Linux a scuola.48 Il comunicato nazionale parla di privacy, sicurezza e scuola, e ricorda che le amministrazioni, scuole comprese, devono considerare per prime le soluzioni libere, come chiede l'articolo 68 del CAD.2

Per chi lavora nella tecnologia il Linux Day è stato, e resta, una cosa rara: un posto dove si impara gratis da chi ne sa di più, dove si parlano chi ha appena cominciato e chi usa Linux da trent'anni, senza niente da comprare alla fine.
Che cosa ne penso: una questione di libertà
Uso Linux sui miei dispositivi personali da 25 anni. Oggi lavoro soprattutto su Mac, anche perché da Mac OS X il sistema ha un terminale come quello di Linux: macOS non è Linux, è un sistema Unix con radici BSD, ma la riga di comando e gli strumenti sono molto simili. E ho un vecchio iMac su cui ho installato Linux al posto di macOS. Lo dico per chiarire da dove parlo. Sono nettamente dalla parte del software libero, e penso che oggi conti più che nel 1991.
La ragione è la libertà, nel senso più concreto. Con un programma libero uno studente può aprire il codice di un sistema operativo vero e capire come funziona, come fece Torvalds con Minix. Un'azienda può correggere un difetto senza aspettare il fornitore. Un comune può sapere che cosa fa il software che tratta i dati dei suoi cittadini, e cambiarlo se non gli va bene. Una scuola può dare ai ragazzi gli stessi programmi da usare a casa, gratis e legalmente. Nessuno di loro deve chiedere il permesso a qualcuno, né sperare che un fornitore non cambi idea sui prezzi o sulle condizioni. Trentacinque anni di kernel dimostrano che migliaia di persone, anche di aziende concorrenti, sanno costruire insieme qualcosa di cui tutti possono fidarsi proprio perché tutti possono controllarlo.
È anche una questione di valore. Nel 2024 tre ricercatori della Harvard Business School hanno stimato che il software open source più diffuso valga 8.800 miliardi di dollari per chi lo usa, e che senza di esso le aziende dovrebbero spendere 3,5 volte di più in programmi.49 È una stima con ipotesi forti, ma dà l'ordine di grandezza di quanto lavoro condiviso regge l'economia digitale. Chi ne trae valore dovrebbe restituirne una parte: codice, tempo dei propri sviluppatori, soldi alle fondazioni che mantengono i progetti.
L'intelligenza artificiale rende tutto questo più attuale. I supercomputer su cui si addestrano i modelli usano Linux, tutti. Ora la domanda che Stallman si fece nel 1983 vale per l'AI: chi può studiare un modello, modificarlo, farlo girare sui propri computer? Nell'ottobre 2024 l'Open Source Initiative ha pubblicato una definizione di AI open source che riprende le stesse libertà e chiede il codice, i parametri e informazioni sufficienti sui dati di addestramento.50 Molti modelli chiamati aperti condividono soltanto i parametri. Che al Linux Day di Sulmona si insegni a far girare l'AI sul proprio computer mi sembra la continuazione naturale degli install party del 2001.
E c'è la durata delle cose. Un sistema libero può essere mantenuto finché a qualcuno serve, anche quando il produttore ha smesso di occuparsene. Per le scuole e la pubblica amministrazione vuol dire spendere in competenze e assistenza invece che in licenze, e lasciare a chi viene dopo strumenti che può riusare: è lo spirito degli articoli 68 e 69 del CAD, che andrebbero applicati con più convinzione.
I limiti si conoscono: alcuni programmi professionali e alcuni giochi non girano ancora su Linux, la quota sui computer personali è piccola, i maintainer invecchiano. Sono cantieri aperti e vanno avanti: Proton porta su Linux una parte crescente dei giochi per Windows, il kernel si è dato un piano di continuità, e 807 persone hanno firmato il loro primo contributo nell'ultima versione.
Un vecchio PC e una chiavetta: come cominciare
Il 14 ottobre 2025 Microsoft ha smesso di aggiornare Windows 10. Chi ha un PC che non può passare a Windows 11 può iscriversi agli aggiornamenti di sicurezza estesi, gratis nello Spazio economico europeo con un account Microsoft; a giugno 2026 Microsoft ha spostato la fine del programma per i privati dal 13 ottobre 2026 al 12 ottobre 2027.51 A settembre 2026 Windows 10 era ancora sul 27,8% dei computer Windows nel mondo e sul 28,6% in Italia.25 Nel 2023 Canalys aveva stimato in circa 240 milioni i PC che non possono installare Windows 11, molti dei quali potrebbero funzionare ancora per anni.52 Buttarli è la logica di cui ho scritto in Fast tech: quando la tecnologia diventa usa e getta.
Linux può tenerne in servizio molti. La campagna End of 10, sostenuta tra gli altri da Debian, Fedora, GNOME e KDE, raccoglie istruzioni e un elenco di luoghi dove trovare aiuto.53
- ProvareDa una chiavetta, senza toccare il computerSi scarica una distribuzione pensata per chi comincia, come Linux Mint, Ubuntu o Fedora, la si copia su una chiavetta USB e si avvia il PC da lì. Il disco resta com'è.
- RiusareUna seconda vita a un vecchio PCSi salvano i dati, si installa Linux al posto del vecchio sistema e, se la macchina è poco potente, si sceglie un ambiente grafico leggero come Xfce.
- ImparareCon un figlio o con una classeUn vecchio portatile basta per vedere che cos'è un terminale. Le scuole possono partire da distribuzioni pensate per la didattica, come FUSS, che si scarica liberamente.
- ChiedereAl Linux Day e nei LUGIl 24 ottobre e poi durante l'anno, i volontari dei LUG aiutano a installare e configurare. End of 10 elenca altri luoghi dove trovare aiuto.

Gli eventi del 24 ottobre sono elencati su linuxday.it, città per città, con orari, indirizzi e organizzatori. L'ingresso è libero ovunque tranne in tre eventi ospitati da fiere, a Catania, Genova e Roma.2 Chi vuole installare Linux sul proprio portatile può portarlo con sé, dopo aver salvato i dati.