«Prima del previsto»

Occhiali smart, una telecamera sul viso degli altri

Nel 2025 sono stati venduti oltre 7 milioni di occhiali Meta con fotocamera. Chi li indossa ha scelto, chi gli sta davanti no. Che cosa dicono le regole e come comportarsi.

Disegno a tratto: un paio di occhiali dalla montatura spessa visti di fronte, con un piccolo obiettivo nero nell'angolo della montatura, una spia minuscola sul lato opposto e, riflessa in ciascuna lente, la sagoma della persona che li guarda.
L'obiettivo è grande come un bottone e la spia ancora meno: chi viene ripreso spesso non vede né l'uno né l'altra.

In breve

  • Nel 2025 EssilorLuxottica ha venduto oltre 7 milioni di occhiali Ray-Ban e Oakley Meta, e Meta ha quasi tutto il mercato degli occhiali AI senza schermo. Dal 13 ottobre in Italia ci sono anche i modelli con lo schermo nella lente.
  • In due anni ci sono stati video di donne filmate di nascosto, filmati intimi visti da revisori in Kenya, una causa collettiva, un progetto di riconoscimento facciale e spie coperte o staccate.
  • Il 13 ottobre il Comitato europeo per la protezione dei dati ha scritto che le spie attuali non bastano e che i produttori non possono scaricare le regole su chi indossa gli occhiali. In Italia filmare in strada non è reato, ma pubblicare il volto di qualcuno senza il suo consenso spesso è illecito.

Sette milioni di obiettivi all'altezza degli occhi

Al Meta Connect del 23 settembre la novità più vistosa erano degli occhiali per la realtà virtuale da circa 100 grammi, con batteria e processori in un piccolo blocco da agganciare alla cintura. Costeranno 1.299,99 dollari e arriveranno nella primavera del 2027.1 Sono pensati soprattutto per i videogiochi. Gli occhiali che riguardano tutti sono quelli da portare in giro: i Ray-Ban Meta di terza generazione, in vendita in Italia da 449 euro, e i Meta Ray-Ban Display, con un piccolo schermo dentro la lente, nei negozi di Milano e Roma dal 13 ottobre a 899 euro.2 Per la prima volta Meta vende anche un modello senza fotocamera, i Ray-Ban Meta Audio, da 349 euro.

Li produce EssilorLuxottica, il gruppo franco-italiano nato dalla fusione tra Essilor e Luxottica. Nel 2025 ha venduto oltre 7 milioni di occhiali con l'intelligenza artificiale di Meta, tra Ray-Ban e Oakley.3 Tra ottobre 2023 e febbraio 2025 ne aveva venduti due milioni.4 Secondo Counterpoint, nel primo semestre del 2026 le spedizioni mondiali di occhiali AI sono cresciute del 263% e Meta ha fatto circa il 94% di quelle senza schermo.5

Con un telefono, per fotografare qualcuno bisogna alzarlo e puntarlo, e chi ci sta davanti lo vede. Gli occhiali tolgono quel gesto. L'obiettivo è all'altezza degli occhi, si attiva con la voce o con un tasto sulla stanghetta, e l'unico avviso è una piccola luce. Chi li compra accetta le condizioni d'uso e sceglie che cosa condividere. La persona che ha davanti non ha firmato niente. Questo pezzo parla soprattutto di lei, perché molti di questi occhiali finiranno sotto l'albero di Natale.

oltre 7 milionigli occhiali Ray-Ban e Oakley Meta venduti nel 2025EssilorLuxottica, febbraio 2026
94%la quota di Meta negli occhiali AI senza schermo, primo semestre 2026Counterpoint, settembre 2026
6,9 milionile visualizzazioni su TikTok di una donna filmata in spiaggia senza saperloBBC, gennaio 2026
meno dello 0,1%gli occhiali venduti con la spia manomessa, secondo MetaSemafor, settembre 2026

Era già successo con la Kodak

Nel 1888 George Eastman mise in vendita la Kodak, una macchina fotografica piccola e semplice, pensata per chiunque. La pubblicità prometteva «Voi premete il bottone, al resto pensiamo noi». I giornali americani invitarono a diffidare della Kodak, chiamarono le fotocamere «armi letali» e coniarono un nome per chi scattava ovunque: «Kodak fiends», i demoni della Kodak.6 Nel 1902 una ragazza dello Stato di New York, Abigail Roberson, trovò il proprio volto stampato sulla pubblicità di una farina, affissa circa 25.000 volte. Il tribunale le diede torto, perché un diritto alla privacy non esisteva. L'indignazione fu tale che lo Stato di New York scrisse una legge: per usare il ritratto di qualcuno a fini commerciali serve il suo consenso scritto.

Il secondo precedente è più vicino. Nel 2013 Google vendette i primi Google Glass agli sviluppatori a 1.500 dollari. Chi li portava diventò presto un «glasshole», e alcuni locali e ristoranti li vietarono. Il 15 gennaio 2015 Google annunciò la fine del programma.7 I Glass si riconoscevano da lontano, ed è anche per questo che vennero respinti. Gli occhiali di oggi sono fatti per sembrare un paio di Ray-Ban, e ci riescono.

Che cosa è successo in due anni

Il 24 gennaio la BBC ha pubblicato un'inchiesta su centinaia di brevi video, caricati su TikTok e Instagram da decine di uomini che dicono di insegnare ad abbordare le donne, spesso a pagamento. In molti casi le riprese sembrano fatte di nascosto con gli occhiali di Meta. Dilara, 21 anni, è stata avvicinata in pausa pranzo nel negozio di Londra dove lavora. Il video ha avuto 1,3 milioni di visualizzazioni e nell'inquadratura si leggeva il suo numero di telefono. Kim, 56 anni, è stata filmata su una spiaggia del West Sussex: 6,9 milioni di visualizzazioni. Nessuna delle sette donne sentite dalla BBC ha visto accendersi una luce.4

A fine febbraio due giornali svedesi, Svenska Dagbladet e Göteborgs-Posten, hanno raccontato che i dipendenti di un subappaltatore in Kenya guardano filmati registrati con gli occhiali per addestrare l'AI di Meta, comprese scene di nudo, di sesso e in bagno. Pochi giorni dopo, a San Francisco, è partita una causa collettiva contro Meta e Luxottica of America, che contesta le pubblicità con lo slogan «progettati per la privacy, controllati da te». Meta ha risposto che foto e video restano sul dispositivo finché l'utente non li condivide, e che quelli condivisi con Meta AI a volte vengono esaminati da collaboratori esterni.8

Le condizioni d'uso, intanto, si erano già allargate. Dal 29 aprile 2025 l'AI che usa la fotocamera è attiva per impostazione predefinita, a meno di spegnere il comando vocale «Hey Meta», e le registrazioni vocali vengono conservate fino a un anno senza la possibilità di rinunciare all'archiviazione: si possono solo cancellare a mano.9

Poi c'è il riconoscimento facciale. Nell'ottobre 2024 due studenti di Harvard hanno collegato un paio di Ray-Ban Meta a PimEyes, un motore di ricerca dei volti, e hanno mostrato che da una faccia incrociata per strada si arriva a nome, telefono e indirizzo di casa. Non hanno diffuso il codice.10 A febbraio il New York Times ha rivelato che Meta stava preparando una funzione chiamata «Name Tag», per riconoscere le persone e avere informazioni su di loro attraverso l'assistente. Un documento interno suggeriva di lanciarla in un momento in cui le associazioni per i diritti civili sarebbero state occupate con altro.11 A giugno Wired ha trovato il codice di quella funzione, disattivato, dentro l'app che accompagna gli occhiali. Meta ha risposto che non è stato distribuito niente e che non sta costruendo un archivio centrale di volti.12

Due anni di occhiali con la fotocamera

  1. Ott 2024Due studenti di Harvard identificano sconosciuti con un paio di Ray-Ban Meta
  2. Apr 2025Meta attiva per impostazione predefinita l'AI che usa la fotocamera
  3. Gen 2026La BBC documenta i video di donne filmate di nascosto
  4. Feb 2026I filmati visti dai revisori in Kenya e il progetto «Name Tag»
  5. Mar 2026Causa collettiva a San Francisco contro Meta e Luxottica of America
  6. Set 2026Meta spegne la fotocamera a migliaia di occhiali con la spia manomessa
  7. Ott 2026Il Comitato europeo per la protezione dei dati scrive le prime indicazioni

La spia che si copre con un dito

Tutta la tutela di chi viene ripreso si regge su un LED bianco vicino all'obiettivo. La BBC ha trovato diversi video che insegnano a coprirlo o a staccarlo. Meta ha aggiunto un controllo che blocca la fotocamera quando la spia è coperta o danneggiata, e il 1° settembre ha detto a Semafor di averla disattivata su migliaia di occhiali manomessi, meno di un decimo dell'1% di quelli venduti. Alex Himel, vicepresidente di Meta per i dispositivi indossabili, l'ha chiamata una partita a guardie e ladri che probabilmente non finirà mai.13

Il 13 ottobre il Comitato europeo per la protezione dei dati, che riunisce i garanti dell'Unione, ha adottato la sua prima dichiarazione sugli occhiali smart.14 Secondo il Comitato, gli indicatori attuali lasciano molte persone all'oscuro del fatto che le stanno riprendendo. Una luce bianca si scambia facilmente per un riflesso del sole, e chi non vede bene non la nota affatto. Il Comitato chiede spie visibili in molte condizioni di luce, che non permettano di registrare quando sono coperte, e suggerisce segnali sonori come lo scatto dei telefoni, che in Giappone non si può silenziare.

Due chiarimenti contano più degli altri. Il primo riguarda chi indossa gli occhiali. Se manda un video a un familiare o a un amico, il regolamento europeo non si applica, perché è un uso personale. Se lo pubblica su un profilo aperto, diventa titolare del trattamento, con tutti gli obblighi del GDPR. Il secondo riguarda i produttori. Quando l'AI analizza un'immagine in cui compaiono altre persone per rispondere all'utente, chi fornisce l'AI ne è responsabile e non può contare sul comportamento di chi porta gli occhiali per rispettare le regole. Ottenere il consenso di sconosciuti è quasi impossibile, e usare quelle immagini per addestrare l'AI sarebbe particolarmente difficile da giustificare. Il caso è già concreto, perché al Connect Meta ha presentato Muse, un assistente che secondo l'azienda può agire su quello che si sta guardando.1

Che cosa dice la legge in Italia

L'AI Act vieta dal 2 febbraio 2025 i sistemi che creano o ampliano archivi di volti raccogliendo immagini a tappeto da internet o dalle telecamere di sorveglianza. Il divieto di identificazione biometrica in tempo reale negli spazi pubblici, invece, riguarda solo le forze dell'ordine.15 Una funzione come «Name Tag» non sarebbe quindi vietata in automatico, ma ricadrebbe nelle regole del GDPR sui dati biometrici, che in Italia hanno già un precedente: nel 2022 il Garante ha multato Clearview AI per 20 milioni di euro per il suo archivio di volti raccolti online.16

Il Garante si era occupato degli occhiali di Meta già nel settembre 2021, quando uscirono i Ray-Ban Stories. Chiese informazioni attraverso l'autorità irlandese, che vigila su Meta in Europa, e incontrò Facebook e Luxottica, che si dissero disponibili a campagne di informazione per chi compra gli occhiali e per tutti i cittadini.17 Il 10 settembre di quest'anno il presidente Pasquale Stanzione ha detto che l'Autorità segue con attenzione questi dispositivi, per la «raccolta non sempre percepibile di immagini e voci di terzi».18

Riprendere e pubblicare con gli occhiali, in Italia

SituazioneChe cosa prevede la legge
Filmare per sé in un luogo pubblicoDi per sé non è reato. Se il video resta privato o va solo ad amici e parenti, il GDPR non si applica a chi l'ha girato
Riprendere la vita privata in una casa senza consensoÈ il reato di interferenze illecite nella vita privata (art. 615-bis c.p.): da sei mesi a quattro anni, la stessa pena per chi diffonde
Pubblicare il volto di una personaServe il suo consenso (art. 96 della legge sul diritto d'autore). Chi pubblica su un profilo aperto ha anche gli obblighi del GDPR
Fatti pubblici e persone noteIl consenso non serve (art. 97), ma mai se l'immagine lede onore, reputazione o decoro
Chi è stato ripresoPuò chiedere al giudice di far cessare l'abuso e il risarcimento del danno (art. 10 c.c.) e rivolgersi al Garante
Codice penale, codice civile, legge 633 del 1941, dichiarazione 1/2026 del Comitato europeo per la protezione dei dati.

Il reato dell'articolo 615-bis riguarda solo le abitazioni e i luoghi di privata dimora, mentre in strada conta soprattutto che cosa si fa del video.19 Quello di una sconosciuta abbordata, ripresa senza saperlo e messa in rete per vendere consigli di seduzione difficilmente rientra nelle eccezioni dell'articolo 97.

Che cosa ne penso

Quando si parla di privacy e occhiali smart, di solito si discute dei dati di chi li compra. Penso che la questione principale riguardi chi sta davanti all'obiettivo, che non ha scelto niente e non ha strumenti per difendersi, se non accorgersi di una luce grande come una capocchia di spillo. Le regole devono partire da questa persona.

Per i produttori vorrei quattro cose, alcune già chieste dal Comitato europeo. Una fotocamera che non registra se la spia è coperta, e Meta ci sta arrivando. Un suono quando si scatta o si filma, come sui telefoni. Nessun riconoscimento facciale degli sconosciuti, come scelta di principio e non come impostazione da cambiare. Nessun uso delle immagini di chi passa per addestrare l'AI, salvo un consenso che di fatto non si può ottenere.

Per chi li indossa la regola sociale esiste già, ed è quella che usiamo con il telefono. Chi parla con qualcuno da vicino con gli occhiali con la fotocamera dovrebbe dirlo, oppure toglierli. Non pubblicherei mai un video con il volto di uno sconosciuto ripreso senza che lo sapesse.

Sui divieti sono più cauto. Il 5 ottobre il governo norvegese ha annunciato una proposta di divieto temporaneo in parchi, spiagge, scuole, ambulatori e palestre con spogliatoi.20 Capisco la preoccupazione, e il governo prevede eccezioni per le persone più fragili, ma un divieto nei parchi tratta come sospetto chiunque porti quegli occhiali, anche chi li usa per orientarsi o perché vede poco. Preferisco regole legate al luogo, chiare e scritte all'ingresso: negli spogliatoi, nelle scuole, negli ospedali e negli ambulatori la fotocamera non si usa. Per un regalo di Natale, se servono per ascoltare musica e telefonare, esiste ormai la versione senza obiettivo.

Regole pratiche, per chi li porta e per chi li ospita

  1. Chi li indossaAvvisare o toglierliIn una conversazione da vicino, dire che sono occhiali con la fotocamera. Negli spogliatoi, in palestra, dal medico e vicino ai bambini, toglierli.
  2. Chi li indossaControllare le impostazioniSpegnere «Hey Meta» se non si vuole l'AI con la fotocamera, cancellare le registrazioni vocali, non condividere con l'assistente immagini di altre persone.
  3. Scuole, palestre, studi mediciScriverlo all'ingressoUna regola chiara e un cartello valgono più di una discussione sul momento. Il Comitato europeo cita scuole, strutture sanitarie e spogliatoi tra i luoghi più delicati.
  4. Chi è stato ripresoChiedere la rimozioneSegnalare il video alla piattaforma come molestia, conservare il link e, se resta online, rivolgersi al Garante o a un avvocato. Il video di Dilara è sparito dopo l'intervento della BBC.

Una cosa concreta si può fare prima di Natale. Nel 2021 Facebook e Luxottica si erano dette disponibili con il Garante a fare campagne di informazione per chi compra gli occhiali e per tutti gli altri.17 Oggi gli occhiali si vendono anche nei negozi di ottica, e il punto in cui spiegare a chi compra che cosa significa quella luce, e quando toglierli, è il banco del negozio.

Note e fonti

  1. Meta, Everything We Announced at Meta Connect 2026 ↗, 23 settembre 2026. ↩
  2. SmartWorld, Ray-Ban Meta Audio, Gen 3 e Display ufficiali in Italia ↗, 24 settembre 2026. ↩
  3. EssilorLuxottica, Q4 and full year 2025 results ↗, 11 febbraio 2026. ↩
  4. M. Stazicker, BBC News, Women filmed secretly for social media content - and then harassed online ↗, 24 gennaio 2026. ↩
  5. Counterpoint Research, Global AI Glasses Shipments Surge 263% YoY in H1 2026 ↗, 21 settembre 2026. ↩
  6. S. Desai, History News Network, Overexposed: privacy and access to cameras in the Gilded Age ↗, 2 luglio 2024. ↩
  7. Pocket-lint, Google Glass: a brief history ↗, 2015. ↩
  8. S. Perez, TechCrunch, Meta sued over AI smart glasses' privacy concerns, after workers reviewed nudity, sex, and other footage ↗, 5 marzo 2026. ↩
  9. A. Silberling, TechCrunch, If you own Ray-Ban Meta glasses, you should double-check your privacy settings ↗, 30 aprile 2025. ↩
  10. 404 Media, Someone put facial recognition tech onto Meta's smart glasses to instantly dox strangers ↗, 2 ottobre 2024. ↩
  11. TechCrunch, Meta plans to add facial recognition to its smart glasses, report claims ↗, 13 febbraio 2026, sull'articolo del New York Times. ↩
  12. Engadget, Wired found code for an unreleased facial recognition feature in Meta's AI app ↗, 4 giugno 2026. ↩
  13. Semafor, Meta disables cameras on thousands of tampered smart glasses ↗, 1° settembre 2026. ↩
  14. Comitato europeo per la protezione dei dati, Statement 1/2026 on smart glasses ↗, 13 ottobre 2026. ↩
  15. Commissione europea, AI Act Service Desk, Articolo 5: pratiche di AI vietate ↗. ↩
  16. Garante per la protezione dei dati personali, Riconoscimento facciale: il Garante sanziona Clearview per 20 milioni di euro ↗, 9 marzo 2022. ↩
  17. Garante per la protezione dei dati personali, Smart glasses: incontro con Facebook e Luxottica ↗, 17 settembre 2021. ↩
  18. Startupbusiness, Occhiali smart Meta nel mirino della privacy, il Garante: «Seguiamo con attenzione» ↗, 10 settembre 2026, da Adnkronos. ↩
  19. Brocardi, Art. 615-bis codice penale ↗ e art. 97 della legge sul diritto d'autore ↗, legge 22 aprile 1941 n. 633. ↩
  20. The Next Web, Norway plans temporary ban on AI glasses in parks, schools and gyms ↗, 5 ottobre 2026. ↩