Prima del previsto

Quando le macchine cominciano a scegliere

Assistenti che consigliano, agenti che comprano al posto nostro. Che cosa cambia per le persone, per i marchi e per il mercato quando una macchina passa dal rispondere all'agire, e quattro domande da farsi prima di delegare.

Disegno a tratto: una griglia di nove schede prodotto contornate; una sola è piena di nero, raggiunta da una linea tratteggiata che parte da un piccolo agente in basso a sinistra.
Quando sceglie un agente, conta che cosa riesce a leggere.

In breve

  • Gli agenti di intelligenza artificiale non si limitano a consigliare: ricevono un obiettivo, confrontano offerte e completano operazioni, pagamenti compresi.
  • Gartner prevede che entro il 2028 il 15% delle decisioni quotidiane di lavoro sarà preso in autonomia da questi sistemi, ma anche che oltre il 40% dei progetti verrà cancellato entro il 2027.
  • Se il cliente è una macchina, contano dati chiari, prezzi leggibili e condizioni trasparenti. E prima di delegare bisogna stabilire chi controlla e chi risponde.

Dal consiglio all'azione

Per anni gli algoritmi ci hanno suggerito che cosa guardare, ascoltare, comprare. L'ultima parola restava nostra. Gli agenti di intelligenza artificiale cambiano questo equilibrio: ricevono un obiettivo, lo scompongono in passaggi, usano strumenti, confrontano offerte e portano a termine operazioni. Prenotano, ordinano, pagano.

Gartner prevede che entro il 2028 almeno il 15% delle decisioni quotidiane di lavoro sarà preso in autonomia da sistemi di questo tipo, partendo da zero nel 2024, e che un terzo delle applicazioni software aziendali includerà funzioni agentiche.1 La stessa società stima però che oltre il 40% dei progetti avviati verrà cancellato entro la fine del 2027, per costi, valore poco chiaro o controlli insufficienti.2 Le due cose stanno insieme: la direzione è segnata, la strada è piena di false partenze.

15%le decisioni quotidiane di lavoro che, entro il 2028, saranno prese in autonomia da agenti AIGartner, ottobre 2024
33%le applicazioni software aziendali con funzioni agentiche nel 2028, da meno dell'1% nel 2024Gartner, giugno 2025
40%la quota minima di progetti di AI agentica destinati a essere cancellati entro la fine del 2027Gartner, giugno 2025

Il carrello lo riempie un agente

Il commercio è il primo terreno su cui questo passaggio diventa concreto. Nel settembre 2025 OpenAI e Stripe hanno presentato l'Agentic Commerce Protocol, uno standard aperto per permettere a un assistente di completare un acquisto senza far uscire l'utente dalla conversazione. Negli stessi giorni Google ha annunciato AP2, un protocollo pensato per dimostrare che un pagamento fatto da un agente è stato davvero autorizzato da una persona, sviluppato con decine di partner tra cui American Express, Mastercard e PayPal.3

Al di là dei singoli prodotti, che cambieranno, il segnale è chiaro. Le infrastrutture per far comprare le macchine al posto nostro si stanno costruendo adesso, e chi gestisce pagamenti, cataloghi e logistica sta già decidendo le regole.

Se il cliente è una macchina

È la parte che seguo più da vicino nel mio lavoro. Quando a scegliere un prodotto è un agente, la pubblicità pensata per lo sguardo umano pesa meno. Contano dati chiari, prezzi leggibili, recensioni verificabili, condizioni trasparenti. Un marchio deve farsi capire da chi legge per conto delle persone, senza perdere ciò che lo rende riconoscibile a chi poi userà quel prodotto.

Per un'azienda questo si traduce in un lavoro molto concreto:

  • Rendere leggibili i dati di prodotto: caratteristiche, disponibilità e prezzi aggiornati, in formati che un sistema può interpretare senza ambiguità.
  • Curare recensioni e condizioni. Un agente confronta, non si lascia sedurre da uno slogan.
  • Decidere dove essere presenti, perché alcuni assistenti diventeranno vetrine e altri no.
  • Misurare quanta parte delle visite e degli ordini arriva già da un agente, per non accorgersene troppo tardi.

Anche il mercato cambia forma. Se pochi assistenti diventano la porta d'ingresso agli acquisti, chi li controlla decide che cosa vediamo per primo. È una questione di concorrenza prima ancora che di tecnologia, e si lega a un'altra domanda: chi tiene in mano le chiavi?

Le macchine che imparano non fanno più solo quello che diciamo. Fanno quello che hanno imparato. E quello che hanno imparato non sempre coincide con quello che vogliamo.

Da Un perché alla volta

Prima di delegare

Prima di affidare una scelta a una macchina conviene rispondere a quattro domande, le stesse che pongo in «Un perché alla volta»:

  • Quali azioni può compiere da sola, e quali no?
  • Chi controlla quello che fa?
  • Che cosa succede quando sbaglia?
  • Di chi è la responsabilità?

Sembrano domande da ingegneri, ma sono domande da persone. Valgono per un'azienda che lascia a un agente la gestione degli ordini e per una famiglia che gli affida la spesa settimanale.

L'Europa ha già tracciato una linea. Con l'AI Act i sistemi che decidono chi assumere o chi ottiene un credito sono considerati ad alto rischio, con obblighi di trasparenza e di supervisione umana.4 Per gran parte degli altri usi, la regola la scrive chi progetta questi sistemi e chi sceglie di adottarli.

Quando una macchina agisce, una parte della decisione passa a lei. Bisogna stabilire quale parte, e chi ne risponde.

Note e fonti

  1. Gartner, Gartner Identifies the Top 10 Strategic Technology Trends for 2025 ↗, 21 ottobre 2024. ↩
  2. Gartner, Gartner Predicts Over 40% of Agentic AI Projects Will Be Canceled by End of 2027 ↗, 25 giugno 2025. ↩
  3. VentureBeat, OpenAI debuts new ChatGPT buy button and open source agentic commerce protocol ↗, settembre 2025; IBM, AI shops, so you don't drop ↗, 2025. ↩
  4. Regolamento (UE) 2024/1689 sull'intelligenza artificiale (AI Act) ↗, allegato III. ↩